sabato 5 ottobre 2013

Troccoli più troccoli!


Troccoli: Ce Li Presenta Giuditta!

troccoli
Come preparare e cucinare gli "spaghetti pugliesi"
di Giuditta Lagonigro.
L'Italia, forse più di tanti altri, è un paese ricco di storia e di tradizioni il più delle volte conosciute solo nell'ambito ristretto dei luoghi di origine. Più spesso c'è una comunione di usi e costumi e, nel nostro caso, di diversi tesori gastronomici che sembrano unici solo perchè hanno un nome diverso ma che, a ben vedere, rivelano similitudini a volte sorprendenti, con prodotti omologhi di altre regioni.
troccoliUn attento sguardo al nostro passato potrebbe fornirci la giusta chiave di lettura per comprendere che, alla fine dei conti, siamo molto più simili di come si possa pensare e di quanto importante, ma soprattutto utile ad una civile convivenza, sia l'approfondimento del vissuto dell'altro, che si tratti di un vicino di casa, di un corregionale o di uno straniero. Bisogna cogliere sempre ciò che ci unisce!
bigoliTali considerazioni sono nate non durante uno studio sociologico ma pensando al troccolo, una sorta di spaghettone preparato in casa, tipico della provincia di Foggia ma che può essere parente dei bigoli (Veneto), dei spaghetti alla chitarra (Abruzzo) o dei tonnarelli (Lazio). Gli attrezzi per la preparazione sono diversi - l'ingegno umano ha molte variabili - ma il risultato è simile.
Il troccolaturo che Ciò premesso, passiamo dalle pure enunciazioni alla pratica.
I troccoli richiedono un duro lavoro di braccia e qua la donna pugliese vince per potenza muscolare: mia suocera, Signora Giulia, da cui ho imparato, tagliava i troccoli in due o tre movimenti di braccia!
Per la loro preparazione occorre semola di grano duro, finissima se si riesce a trovare, oppure semola rimacinata, in vendita in tutti i supermercati. La semola in purezza, oltre che essere più buona al gusto, rende più “calloso” il troccolo, rispetto alla semola rimacinata, che contiene una parte di farina producendo un impasto un po' più morbido. Per questo motivo molti aggiungono un uovo alla semola rimacinata.
troccolaturo e pastaIndispensabile è “u turchje”, troccolaturo, lo speciale mattarello rigato con scanalature di pochi millimetri, che, secondo la tradizione è di bronzo, mentre nella versione più moderna è di legno.
Il mattarello liscio servirà per la prima fase che è quella di stendere la pasta.

Come condire i troccoli

troccoli con verdurePer condire i troccoli vi sono alcune ricette della tradizione e poi le varianti che ciascuno preferisce.
La festa patronale di ferragosto “imponeva” la preparazione dei troccoli con il sugo del “galluccio ripieno”.
Il galletto ruspante viene farcito con un ripieno di uova, formaggio, mollica, a piacere pinoli e uvetta, poi viene rosolato in una capace pentola con olio e cipolla, sfumato con un po' di vino e portato a cottura con passata di pomodoro (preparata in casa naturalmente!).
I tempi di preparazione non sono brevissimi ma il sugo che servirà a condire i troccoli è una delizia, il galluccio funge da seconda portata.
ragùAltra versione domenicale: troccoli al ragù di carne mista (ragù del macellaio).
Il ragù dei meridionali è diverso dal ragù inteso come ricetta italiana, con la carne macinata.
Per la sua preparazione bisogna farsi dare dal macellaio i pezzi adatti: polpa di vitello, castrato, un po' di agnello, un po' di maiale e fettine di manzo per le “brasciole” (involtini ripieni di prezzemolo, aglio, formaggio, pecorino o parmigiano, pepe).
troccoli con sugoNel foggiano è di rito il ragù trino: agnello, vitello (eventualmente brasciole), maiale.
La carne viene fatta soffriggere in olio e cipolla, poi tirata con un po' di vino; quando è ben rosolata va portata a cottura con passata di pomodoro. La cottura deve essere lenta, il ragù deve sobbollire. E' più saporito se preparato la sera precedente.
Naturalmente il sugo servirà a condire i troccoli, insieme ad una bella manciata di formaggio (pecorino o parmigiano a seconda del gusto personale).
La carne verrà servita, anche in questo caso, come secondo piatto, accompagnato da una fresca insalata mista (per aiutare la digestione).
troccoli al pomodoroUn' altra proposta, è la versione "marittima": troccoli con ragù di seppie ripiene.
Riempite le seppie con uova, pecorino, tentacoli delle stesse, un po' di pepe. Fatele appena dorare in olio, con un po' di cipolla ed uno spicchio di aglio, sfumate col vino e portate a cottura con una buona salsa di pomodoro fresco. I tempi sono più brevi rispetto alla carne.
In alternativa c'è il ragù di polipetti.
troccoliI troccoli sono una pasta che si presta a tanti e succulenti condimenti (anche funghi, salsiccia e pomodorini).
Naturalmente queste indicazioni rappresentano solo alcune versioni di piatti che ciascuno, in famiglia, prepara a seconda delle proprie abitudini e degli insegnamenti di mamme, nonne ed amici.
A tal proposito desidero ringraziare, per gli utili suggerimenti, la Signora Anna V., Maestra del Torcinello, mia deliziosa vicina di casa, qualche tempo fa...
E' davvero importante conservare la memoria storica di un patrimonio preziosissimo, qual è quello gastronomico, che insieme ad altri aspetti della cultura, contribuisce a dare una connotazione precisa ad un popolo che ritrova le sue origini ed i suoi punti fermi, anche a tavola!
di Giuditta Lagonigro.

fonte:http://www.ilgiornaledelcibo.it/scuola-di-cucina/articolo.asp?id=722

mercoledì 3 luglio 2013

"Piatti d'Autore" chef- Mario Rizzo

Mario Rizzo chef di cucina

MR-Chef,Melanzane grigliate

MR-Chef,ratatouille alla mia maniera

MR-Chef, Crostata di confettura alla pesca

MR-Chef,Crostate di confetture durante la cottura

MR-Chef,Piatto d'autore, Bocconcini di Scorfano sul crostone di pane all'acqua, con zucchina au gratin!

MR-Chef,Buffet di verdure miste

MR-Chef,piatto d'autore: carpaccio di verdurine al limone e grana
ingredienti: Carote a julienne, fagiolini , spicchi di limone, grana,
olio d'oliva, sale dolce di Cervia e...

MR-chef, piatto d'autore, carpaccio di verdurine ....

MR-Chef, piatto d'autore: Straccetti alla Punta sud:
carne di vitello a listarelle ,funghi cardoncelli ,q.b.. di :prezzemolo, fondo di cipolla e aglio, bagnati
con vino bianco di Puglia, brodo di carne portare alla cottura tempo 15 minuti circa e servire su un crostone
 di pane o  la famosa frisella  pugliese, contorno preferibile un buon purè o verdure spontanee saltate all'olio ed aglio e servire  innaffiando con un ottimo vino bianco o rosé ,naturalmente Terra di Puglia.

 

venerdì 19 aprile 2013

Troccoli alle melanzane

troccoli alle melanzane

Ingredienti per 2 persone:
200 gr di troccoli di grano duro, 2 melanzane di tipo allungato (lavatele, asciugatele e tagliatele a cubetti di 1,5 cm. Spolveratele di sale e mettetele in un colapasta per un’ora spurgare=perdere acqua. Serve a fargli perdere quel gusto amarognolo. Se vi piace saltate quest’operazione. In ogni caso poi sciacquatele bene, premetele fra le mani e asciugatele con carta da cucina), 2 spicchi d’aglio, 5-6 pomodorini, olio extravergine d’oliva, sale, basilico fresco, ricotta marzotica, peperoncino q.b a piacere.
Preparazione:
Scaldare poco olio in una padella antiaderente e aggiungere lo spicchio d’aglio (il peperoncino se lo volete). Aggiungere le melanzane e farle colorire a fiamma media, poi abbassatela del tutto e fatele cuocere per circa 10 minuti (se del caso aggiungere un filino d’acqua). Verso fine cottura aggiungere i pomodorini che non devono cuocere, ma solo appassire lievemente. Aggiungere per ultimo, a fiamma spenta il basilico. Mescolare il tutto e assaggiare prima di salare, perchè se avete fatto "spurgare" le melanzane potreste aver ottenuto un sughetto già salato. Condire la pasta con il sugo e spolverare con della ricotta marzotica.

giovedì 18 aprile 2013

Orecchiette con le cime di rape




Orecchiette con cime di rape e vongole
Ingredienti: 4 persone: 350 g di orecchiette già pronte, 800 g di cime di rapa, 500 g di vongole veraci, 2 spicchi di aglio, mezzo bicchiere di vino bianco secco, 3 filetti di acciughe sott'olio, 5 cucchiai di olio extravergine di oliva, sale e pepe.
Tenere immerse le vongole in abbondante acqua fredda per 3 - 4 ore. Nel frattempo pulire le cime di rapa eliminando i gambi e le foglie più dure; staccare le cimette e le foglioline più tenere, lavarle in abbondante acqua fredda, scolarle e tenerle da parte. Sbucciare gli spicchi di aglio, lavarli e schiacciarli leggermente. Scolare le vongole, metterle in una padella, aggiungere il vino bianco, un cucchiaio di olio extravergine di oliva, uno spicchio di aglio e farle aprire, a recipiente coperto, su fuoco moderato, scuotendo di tanto in tanto la padella. Toglierla dal fuoco, staccare i molluschi dai gusci e raccoglierli in una ciotola; eliminare i gusci e le vongole eventualmente rimaste chiuse e filtrare il liquido di cottura. In una padella portare a ebollizione abbondante acqua, salarla e farvi cuocere le orecchiette. Cinque minuti prima del termine della cottura unire le cime di rapa. Nel frattempo in un tegame far scaldare l'olio e lo spicchio di aglio rimasti e farlo leggermente imbiondire; eliminarlo, aggiungendo i filetti di acciuga a pezzetti, le vongole, il liquido di cottura delle vongole tenuto da parte e due cucchiai di acqua di cottura della pasta. Scolare le orecchiette e le cime di rapa al dente, condirle con la salsa preparata, cospargerle con un pizzico di pepe, mescolare e servirle subito in tavola.

Risotto ai frutti di mare Puglia

 
 

•500 gr di riso •500 gr di pesce piccolo •1 seppia o calamaro •250 gr di polpo
•250 gr di gamberetti sgusciati •50 gr di cozze sgusciate •50 gr di vongole sgusciate
•4 pomodori freschi •pepe bianco q.b. •1 carota•1 gambo di sedano•1 cipolla
•1 spicchio d’aglio•olio d’oliva•sale q.b.•1/2 bicchiere di vino bianco•prezzemolo tritato q.b.
Preparazione
In una pentola inserite la carota pulita, 1 cipolla tritata, i pomodori freschi a pezzetti, l’aglio, il sedano, il pepe bianco ed il sale; poi coprite tutto con 2 litri di acqua e iniziate a cucinare.
Ad ebollizione, aggiungete il pesce pulito assieme al vino bianco; cuocete a fuoco moderato per 30 minuti; dopo inserite i frutti di mare: la seppia o il calamaro ed il polpo; dopo qualche minuto i gamberetti, le cozze e le vongole e fate cuocere l’intero contenuto ancora per 5 minuti.
Passate il brodo al colino e tagliate a pezzetti il polpo ed il calamaro o la seppia; in una pentola di coccio versate 2 cucchiai di olio e dorate la cipolla tagliata finemente; unite all’olio insaporito il riso per tostarlo, quindi versate lentamente il brodo di pesce.
A cottura quasi ultimata, aggiungete tutto il pesce ancora caldo e prima di servire a tavola il risotto ai frutti di mare, coloritelo con del prezzemolo tritato.

mercoledì 20 marzo 2013

Pasticcini di pasta di mandorle"pasticcini secchi"



ph-web-Pasticcini di pasta di mandorle
Ingredienti per 20/25 pasticcini:
250 gr di mandorle pelate - 200 gr di zucchero - 50 gr di albumi - 1 cucchiaino di essenza di vaniglia - 20/25 ciliegie o altra frutta candita o con mandorle.
Preparazioni:
Tritate insieme mandorle e zucchero, in modo da ridurle in una specie di farina piuttosto fine.
Aggiungere l’albume e l’aroma di vaniglia e far amalgamare il tutto l’impasto della pasta di mandorle dovrà risultare abbastanza soda. Riempire una sacco a poche con l’impasto ottenuto e ricavare dei pasticcini spremendo l’impasto direttamente sulla placca del forno rivestita di carta oleata. Decorare ogni pasticcino di pasta di mandorle con mezza ciliegia o altra frutta candita o con una mandorla. Fare asciugare i pasticcini per tutta la notte o per almeno 10 ore, tempo necessario affinché i dolcetti si asciughino e non perdano la loro forma durante la cottura. Il mattino seguente preriscaldare il forno a 180°, infornare e cuocere per 8/10 minuti. Attenzione alla cottura devono essere appena coloriti e ancora morbidi così avrete dei pasticcini friabili con un morbido cuore di mandorle. Lasciar raffreddare i pasticcini alla pasta di mandorle, quindi sollevarli dalla teglia e servire.

Le Bombette di carne della valle d'Itria edella Murgia



Bombette
Non sono semplicemente degli involtini di carne sottilissima ripieni di formaggio, le bombette sono una delle più gustose specialità gastronomiche della Valle d’Itria e della Murgia. Si tratta in verità di un piatto molto semplice la cui bontà è data dalla qualità delle materie prime impiegate e dall’esperienza del macellaio. La carne utilizzata deve essere quella della coppa del suino che, se allevato con sistema non intensivo fino a raggiungere un peso di 160-180 chili, ne garantisce la morbidezza e il gusto; una volta tagliata a fettine sottili, viene insaporita con gli odori che profumano il territorio (pepe, rosmarino e prezzemolo) e poi guarnita con un pezzo di formaggio. Diverse sono le opinioni in merito: secondo alcuni si dovrebbe scegliere un formaggio delicato che non copra il sapore della carne, secondo altri sarebbe meglio un formaggio forte che faccia da contraltare al gusto sapido del capocollo probabilmente la soluzione dipende dai gusti personali! Farcita la fetta di carne, questa viene chiusa, assumendo finalmente il tipico aspetto di una "bombetta" e, talvolta, impanata. Le bombette così pronte vengono infilate in uno spiedo di ferro, e messe nel forno, a carbone o a legna, dove indispensabile è la maestria del macellaio. Le bombette, infatti, si devono cuocere con il riverbero del calore e non "alla fiamma" e devono essere sapientemente girate affinché la carne non si carbonizzi in nessun punto. La bombetta rappresenta il più importante e caratteristico esempio di carne al fornello, inteso come una macelleria dotata un forno interno dove si possa arrostire la carne appena scelta al banco. Come spesso accade, quella che oggi è una consuetudine turistica, era, in origine, una necessità del mondo contadino più povero che, costretto a risparmiare su legna e carbone, si recava al fornello pubblico messo a disposizione del macellaio del paese. Questo tipo di carne, così preparata in piccole porzioni si cuoceva rapidamente e poi si consumava a casa o per strada, trasportandola con un cartoccio o in un panino. Nonostante il passare del tempo e il miglioramento della situazione economica generale, questa tradizione non si è mai persa del tutto benché sia rimasta confinata alle sole festività religiose. È solo a partire dagli anni ’90 che, con la crescita del turismo in Puglia, tutte le macellerie hanno organizzato gli spazi con tavoli e panche per consentire agli avventori di consumare i prodotti appena cotti.